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Nasce a Breslavia, in Slesia — oggi Wrocław, in Polonia — il 6 luglio 1818, figlio del commerciante August Heinrich Anderssen. Gli scacchi glieli insegna il padre, quando lui ha nove anni. Il resto lo impara da un libro: le cinquanta partite fra La Bourdonnais e McDonnell raccolte da William Lewis nel 1835.
Studia matematica e filosofia all'università di Breslavia, e si laurea nel 1847, a ventinove anni. Ma il primo segno lo lascia da compositore: nel 1842 pubblica una raccolta di sessanta problemi, e nei dieci anni seguenti è fra i problemisti più importanti del suo tempo. Apriva spesso la soluzione con una mossa tranquilla, cosa allora insolita: Herbert Grasemann scrisse che aveva aperto «la porta all'epoca moderna del problema».
Data e luogo di nascita, l'età a cui imparò dal padre, gli studi a Breslavia e la raccolta di sessanta problemi del 1842: voce Adolf Anderssen, Wikipedia in inglese e in tedesco. Il nome del padre, la mossa tranquilla e il giudizio di Grasemann (Problemschach, 1955): solo la voce tedesca. Il libro di Lewis e la laurea del 1847: solo la voce inglese. Il titolo della raccolta è dato al singolare dalla voce inglese e al plurale da quella tedesca, Aufgaben für Schachspieler.Anderssen non fu mai un giocatore di professione. Insegnava al Friedrichs-Gymnasium di Breslavia, dove divenne professore, e gli scacchi se li ritagliava nelle vacanze scolastiche: era lì che giocava i tornei. Nel 1865 l'università della sua città gli conferì una laurea ad honorem.
Non si sposò. Visse con la madre vedova e con una sorella, e le mantenne. Reuben Fine notò il contrasto fra l'audacia del giocatore e la prudenza dell'uomo nella vita di ogni giorno.
L'insegnamento, il titolo di professore, la laurea ad honorem del 1865, la madre e la sorella e l'osservazione di Fine: voce Adolf Anderssen, Wikipedia in inglese. Che giocasse solo nelle vacanze: voce tedesca. Le due voci non concordano sulle materie: matematica per quella inglese, matematica e tedesco per quella tedesca.Nel 1851, per l'Esposizione universale, Londra organizza un grande torneo internazionale, il primo della sua specie, e la Germania manda lui. Esitava per il costo del viaggio: Howard Staunton, l'organizzatore, si offrì di pagarglielo se non avesse vinto un premio.
Il torneo è a eliminazione diretta, con mini-match sempre più lunghi. Anderssen batte Kieseritzky, poi Szén, poi lo stesso Staunton 4–1 in semifinale, e in finale Wyvill. Nel nostro archivio sono ventuno partite: quattordici vinte, due patte, cinque perse, 15 su 21 — esattamente il punteggio pubblicato. Con Szén aveva fatto un patto: chi dei due avesse vinto il torneo avrebbe dato all'altro un terzo del premio.
Vince due terzi delle 500 sterline in palio. Da quel giorno è considerato il giocatore più forte del mondo, anche se nessuno lo chiama ancora campione del mondo: il titolo non esisteva.
L'invito, l'offerta di Staunton, il patto con Szén, il premio e il giudizio sul giocatore più forte del mondo: voce Adolf Anderssen, Wikipedia in inglese, che lo chiama «the first international chess tournament». Gli avversari turno per turno: le due voci. Le ventuno partite e il loro bilancio sono contati sul nostro archivio e combaciano con la tabella della voce tedesca.Due delle partite più famose della storia sono sue, e nessuna delle due è di torneo. La prima, il 21 giugno 1851 a Londra, subito dopo il torneo, contro Lionel Kieseritzky: una partita amichevole in cui sacrifica un alfiere, tutte e due le torri e la donna, e dà matto con i pezzi minori. Oggi si chiama l'Immortale.
La seconda, a Berlino nel 1852, contro Jean Dufresne: anche questa amichevole, e anche qui il materiale che lascia sulla scacchiera supera una donna e un pezzo. È la Sempreverde. Dufresne, nel nostro archivio, è uno degli avversari che ha affrontato più spesso: trentadue partite, venticinque vinte.
I nomi glieli hanno dati altri, dopo. Chi e quando, le fonti che abbiamo non lo dicono, e non lo diciamo nemmeno noi.
Data, avversario e sacrifici delle due partite: voce Adolf Anderssen, Wikipedia in inglese e in tedesco. Le trentadue partite con Dufresne e il loro bilancio sono contati sul nostro archivio, dove le due partite compaiono con i loro nomi: Immortal game ed Evergreen.Nel 1858 arriva in Europa un americano di ventun anni, Paul Morphy, e a Parigi i due giocano un match. Anderssen lo perde nettamente: due vittorie, due patte, sette sconfitte. Sapeva attaccare come nessun altro; Morphy capiva meglio quando attaccare, e come preparare l'attacco.
Non cercò scuse. Ammise apertamente che aveva vinto il talento più grande. E contro Morphy giocò tre volte un'apertura stranissima, 1.a3: una vinta, una patta, una persa. Oggi si chiama apertura Anderssen.
Il punteggio del match: voce Adolf Anderssen, Wikipedia in inglese e in tedesco. Che riconobbe il talento maggiore di Morphy: voce tedesca, che lo riferisce senza citarlo parola per parola. I tre risultati con 1.a3: voce inglese; la tedesca dice solo che con quell'apertura batté Morphy. Nel nostro archivio con Morphy ci sono diciassette partite, comprese le amichevoli: per questo non coincidono con le undici del match.Torna a Londra nel 1862 per il primo grande torneo internazionale all'italiana, in cui tutti giocano contro tutti. Lo vince perdendo una partita sola, contro il reverendo John Owen. Secondo è Louis Paulsen; Wilhelm Steinitz, ventiseienne, è sesto.
Il formato, la vittoria, l'unica sconfitta e i piazzamenti di Paulsen e Steinitz: voce Adolf Anderssen, Wikipedia in inglese e in tedesco. Il punteggio è 12 su 13 per la voce inglese e 11½ su 13 per quella tedesca, e per questo non lo scriviamo.Nell'estate del 1866, a Londra, gioca un match con Steinitz. Lo perde 8–6, senza nemmeno una patta, e Steinitz vince le ultime due partite. Nel nostro archivio sono quattordici partite, sei vinte e otto perse: lo stesso risultato.
Non era un match per il titolo, che ancora non esisteva. Ma è il passaggio di testimone: lo stile d'attacco di Anderssen comincia a cedere al gioco posizionale di Steinitz. Lui, a quasi cinquant'anni, si mette a studiare i finali e il gioco di posizione. Due anni dopo batte Zukertort in un match, 8½ a 3½.
Il risultato, l'assenza di patte, le ultime due partite, lo studio dei finali e il match con Zukertort del 1868: voce Adolf Anderssen, Wikipedia in inglese e in tedesco. Le due voci leggono diversamente il valore del match: quella tedesca dice che Steinitz, dopo la morte di Anderssen, se ne servì per dirsi campione del mondo; quella inglese che il match non era definito come un incontro per il titolo. Le quattordici partite sono contate sul nostro archivio.Nel 1870 vince Baden-Baden, davanti a Steinitz, Neumann, Blackburne e Paulsen. A Vienna 1873, a cinquantacinque anni, è terzo con 19 su 30: nel nostro archivio diciassette vittorie, quattro patte e nove sconfitte, lo stesso punteggio.
Nel 1877 Lipsia organizza un torneo in suo onore, per i cinquant'anni da quando aveva imparato le mosse. Arriva secondo. E in quell'occasione, il 18 luglio 1877, viene fondata la federazione scacchistica tedesca, il Deutscher Schachbund.
A Parigi, nel 1878, la salute lo sta già abbandonando: è sesto, con 12½ su 22. Le partite più recenti che abbiamo di lui sono di quell'anno.
Baden-Baden 1870 con i giocatori che si lasciò dietro: voce Adolf Anderssen, Wikipedia in inglese; le due voci concordano sugli 11 punti ma non sul numero di partite. Vienna 1873, Parigi 1878 e la festa di Lipsia: le due voci, che però danno punteggi diversi per Lipsia, quindi non lo scriviamo. La fondazione del Deutscher Schachbund in quell'occasione: voce tedesca. Il bilancio di Vienna è contato sul nostro archivio.gm_ZVrhQqJEiAhB: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
gm_FBXTyewTeuGY: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
gm_teEx_zTyd6FC: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
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gm_tX2ItHlRuMbk: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
Nella sua epoca era la persona a cui si chiedeva un consiglio o un arbitrato. Steinitz, che lo aveva battuto, scrisse che era «onesto e corretto fino al midollo», e che da Morphy e da Anderssen «tutti possiamo imparare a condurre un attacco sul lato di re».
Di suo resta una frase del 1858: «È impossibile tenere la propria bravura in una teca, come un gioiello, e tirarla fuori quando serve.» E una regola d'attacco, riferita da Emanuel Lasker: muovi il pezzo che sta peggio. Più tardi la chiameranno «regola di Makogonov».
Nel 1912 Hermann von Gottschall gli dedicò una biografia, e nel titolo lo chiamò «l'Altmeister», il vecchio maestro, der Altmeister deutscher Schachspielkunst.
Le due frasi di Steinitz, la frase del 1858 (che la voce inglese trae da Staunton, Chess Praxis, 1871, p. 502, da un'intervista di Max Lange: non ne conosciamo il contesto) e la regola riferita da Lasker: voce Adolf Anderssen, Wikipedia in inglese. La biografia di Gottschall: le due voci. «Altmeister» è nel titolo di quel libro, non un soprannome documentato altrove.Muore a Breslavia il 13 marzo 1879, a sessant'anni. Fu sepolto nel cimitero di Santa Maria Maddalena. Le bombe della Seconda guerra mondiale ne danneggiarono la tomba, e la città, dopo la guerra, divenne polacca. Nel 1957 fu la federazione scacchistica polacca a farsi carico di lui: lo fece riesumare e lo seppellì di nuovo nel viale d'onore del cimitero di Osobowice, a Wrocław.
Data e luogo della morte, la tomba danneggiata e la nuova sepoltura del 1957 a Osobowice: voce Adolf Anderssen, Wikipedia in inglese e in tedesco. Il primo cimitero, il viale d'onore e la data del 15 aprile 1957: voce tedesca. Sulla causa le due voci non concordano, un infarto per quella inglese e un ictus per quella tedesca, e per questo non la indichiamo.Nel nostro archivio ci sono 681 partite di Anderssen, dal 1844 al 1878, contro 119 avversari diversi. Il bilancio è 349 vittorie, 68 patte e 264 sconfitte: poche patte, come si giocava allora. Gli avversari più frequenti sono Gustav Neumann (69 partite), Johannes Zukertort (54), Louis Paulsen (43), Carl Mayet (38) e Jean Dufresne (32). Le posizioni qui sotto vengono da queste partite.
Partite da PGN Mentor. Partite, anni, avversari e bilanci sono contati sul nostro archivio. Il numero degli avversari è esatto perché fra le 119 grafie non ci sono doppioni dello stesso nome. I movimenti di una partita sono un fatto, non un'opera protetta.Dalle sue partite vere. Ogni posizione è un momento di una partita che Adolf Anderssen ha giocato: sopra la scacchiera sono indicati i due giocatori, il torneo e l'anno. La mossa migliore la individua Stockfish, analizzando la posizione.
Per non svelare la soluzione a chi scorre la pagina. Restano leggibili le prime due file e il resto è coperto da una velatura: la posizione intera si vede aprendo il puzzle.
Sì. Il puzzle si gioca nella pagina di allenamento, dove il risultato entra nella classifica di quel puzzle e sposta il punteggio Elo di chi l'ha giocato. Senza iscrizione non c'è un punteggio da aggiornare.
No. Alcune vengono da partite che ha perso, e in quel caso la mossa da trovare è del suo avversario. Il riquadro lo dice accanto alla scacchiera, prima di aprire il puzzle.
Compare la classifica di quel puzzle e due strade: uscire, che riporta a questa pagina, oppure continuare a giocare, che propone un'altra posizione tratta dalle partite di Adolf Anderssen.
Sì. Finito il puzzle compaiono tutte le mosse di quella partita, e sono cliccabili: toccandone una la posizione va sulla scacchiera e <b>Stockfish 18</b> la analizza sul momento, nel tuo browser, mostrando le varianti migliori. Si può andare avanti e indietro per tutta la partita.
In questo momento 8. Il numero cresce da sé: un programma analizza l'archivio delle sue partite e aggiunge le posizioni nuove quando ne trova.
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