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I campioni

José Raúl Capablanca

José Raúl Capablanca y Graupera
José Raúl Capablanca
Foto: Keystone-France, 1931 — pubblico dominio, Wikimedia Commons

Origini

Nasce all’Avana il 19 novembre 1888, secondo figlio sopravvissuto di José María Capablanca, ufficiale dell’esercito spagnolo, e di Matilde María Graupera y Marín, catalana.

Racconta lui stesso di aver imparato a quattro anni, senza che nessuno glielo insegnasse, guardando il padre giocare con gli amici. Un giorno si accorge che il padre ha fatto una mossa illegale, glielo fa notare, e poi lo batte.

A otto anni lo portano al circolo scacchistico dell’Avana. Un medico consiglia di non farlo giocare troppo spesso.

Famiglia, il racconto di come imparò e il parere del medico: voce José Raúl Capablanca, Wikipedia in inglese.

Il ragazzo dell’Avana

Nel novembre del 1901, due giorni prima di compiere tredici anni, batte di misura in un match Juan Corzo, il campione di Cuba. L’anno dopo, al campionato nazionale, arriva quarto su sei e perde tutte e due le partite con lui.

Nel 1905 passa gli esami d’ingresso alla Columbia, a New York, dove gioca interbase nella squadra di baseball delle matricole. Lo stesso anno entra al Manhattan Chess Club, e in poco tempo ne è il giocatore più forte. Nel 1908 lascia l’università per dedicarsi agli scacchi.

Nel 1909 fa un giro di esibizioni simultanee negli Stati Uniti e ne vince il 96,4 per cento. Poi affronta Frank Marshall, allora campione degli Stati Uniti, e lo batte 15–8: otto vittorie, una sola sconfitta, quattordici patte. Capablanca ha vent’anni e non è ancora nessuno.

Il match con Corzo, il campionato del 1902, Columbia, il Manhattan Chess Club, le simultanee e il match con Marshall: voce José Raúl Capablanca, Wikipedia in inglese.

1911: San Sebastián

Invitato a un torneo riservato ai migliori del mondo — qualcuno protesta, perché non ha un curriculum — arriva primo con sei vittorie, una sconfitta e sette patte, davanti a Rubinstein, Vidmar, Marshall, Schlechter e Tarrasch. Da quel momento è un candidato al titolo.

Nel settembre del 1913 il ministero degli Esteri cubano gli dà un impiego. Doveri precisi non ne ha: Hooper e Whyld scrivono che faceva una specie di «ambasciatore itinerante». Ma gli dà quello che gli scacchi non gli davano, la sicurezza economica.

Torneo di San Sebastián e impiego al ministero, con il giudizio di Hooper e Whyld: voce José Raúl Capablanca, Wikipedia in inglese.

1921: campione del mondo

La strada passa per San Pietroburgo, 1914: arriva secondo con 13 su 18, mezzo punto dietro Lasker, davanti ad Alekhine, Tarrasch e Marshall.

All’Avana, fra il 15 marzo e il 21 aprile 1921, affronta Emanuel Lasker, che teneva il titolo da ventisette anni. Il punteggio dice tutto: quattro vittorie, nessuna sconfitta, dieci patte. Lasker abbandona il match dopo la quattordicesima partita.

È il centro di un periodo che non ha paragoni: fra il 10 febbraio 1916 e il 21 marzo 1924 gioca 63 partite senza perderne una — quaranta vinte, ventitré patte. Otto anni.

Nel dicembre del 1921 sposa Gloria Simoni Betancourt. Avranno due figli, José Raúl nel 1923 e Gloria nel 1925.

San Pietroburgo 1914, date e punteggio del match, la serie senza sconfitte e il matrimonio: voce José Raúl Capablanca, Wikipedia in inglese.

In quegli anni lo chiamano «la macchina degli scacchi», per l’aria di invincibilità che si porta dietro, e «il Mozart degli scacchi», per quanto presto era arrivato.

Soprannomi: voce José Raúl Capablanca, Wikipedia in spagnolo; «Human Chess Machine» anche nella scheda del World Chess Hall of Fame.

1927: Buenos Aires

Da campione vince Londra 1922 con 13 su 15, senza sconfitte, davanti ad Alekhine. Lì propone le regole per i match futuri — le «regole di Londra»: vince chi arriva per primo a sei vittorie, il campione deve accettare una sfida entro un anno — e le firmano, fra gli altri, Alekhine, Bogoljubov, Réti, Rubinstein e Tartakower.

Nel 1925 dice in un’intervista che gli scacchi rischiano di esaurirsi, e propone una variante su una scacchiera di dieci colonne per otto, con due pezzi nuovi: uno che muove come torre e cavallo, uno come alfiere e cavallo. Basterebbe, secondo lui, a tenere lontana la tecnica «almeno per qualche secolo». Lo stesso anno compare nel film sovietico Šachmatnaja gorjačka, «La febbre degli scacchi», nella parte di se stesso.

A febbraio del 1927 vince il torneo di New York senza perdere una partita, 14 su 20, con due punti e mezzo sul secondo: Alexander Alekhine. Sette mesi dopo, a Buenos Aires, perde il titolo contro di lui — 6–3 con venticinque patte, il match per il mondiale più lungo mai giocato fino ad allora.

La rivincita non si farà mai. Le trattative vanno avanti per anni e si rompono ogni volta.

Londra 1922 e le sue regole, la variante, il film, New York 1927 e il match di Buenos Aires: voce José Raúl Capablanca, Wikipedia in inglese.

I libri

Ne scrisse tre. Chess Fundamentals (1921) è quello che gli è sopravvissuto meglio: Mikhail Botvinnik lo definì il miglior libro di scacchi mai scritto. Gli altri due sono My Chess Career (1920) e A Primer of Chess (1935).

Giudizio di Botvinnik riportato nella voce José Raúl Capablanca, Wikipedia in inglese. Dei libri questa pagina riporta i titoli, non il contenuto.

Gli ultimi anni

Senza il titolo resta uno dei più forti del mondo. Nel 1936 divide il primo posto a Nottingham con Mikhail Botvinnik e vince Mosca un punto davanti a lui. Ad AVRO, nel 1938, arriva settimo su otto. All’Olimpiade di Buenos Aires del 1939 vince la medaglia d’oro per il miglior risultato in prima scacchiera.

Il 7 marzo 1942 si accascia al Manhattan Chess Club, poco dopo aver chiesto una mano per togliersi il cappotto: lo stesso circolo in cui era entrato a sedici anni. Muore la mattina dopo, l’8 marzo, al Mount Sinai Hospital, a cinquantatré anni, per un’emorragia cerebrale dovuta all’ipertensione. Il funerale si fa all’Avana, il 15 marzo, al cimitero di Colón.

Emanuel Lasker, l’uomo a cui aveva tolto il titolo, disse di lui: «Ho conosciuto molti giocatori di scacchi, ma un solo genio degli scacchi: Capablanca.»

Tornei dal 1936 al 1939, morte, funerale e il giudizio di Lasker: voce José Raúl Capablanca, Wikipedia in inglese.
♞ Qui andrà la posizione gm_MLntJlNQgCZU: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
♞ Qui andrà la posizione gm_TCt8iRuBSyGb: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
♞ Qui andrà la posizione gm_j6TEf3iIlqx3: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
♞ Qui andrà la posizione gm_gaxNgfJmh-3s: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
♞ Qui andrà la posizione gm_Ukpo_6pMsYhp: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
♞ Qui andrà la posizione gm_MJie_6d_LZGp: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
♞ Qui andrà la posizione gm_xfZrXIvjXZr-: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.

Quante volte ha perso, e dove

Di Capablanca si dice che perdeva quasi mai, e conviene misurarlo. Nel nostro archivio ci sono 600 sue partite e 44 sconfitte: una ogni quattordici. Sei di quelle quarantaquattro arrivarono in simultanee ed esibizioni, dove giocava contro decine di persone insieme; restano 38 in competizioni vere. Di queste, tre sono del match con Juan Corzo del 1901, quando aveva dodici anni. Ne restano trentacinque da adulto, e la sua voce enciclopedica ne conta trentaquattro «serie»: la differenza di una sta dentro il margine di cosa si consideri seria.

Più interessante è chi riuscì a infliggerle. Sette delle quarantaquattro portano la firma di Alexander Alekhine, e sei di quelle sette vengono dal match di Buenos Aires. Gli altri che ci riuscirono più di una volta sono Corzo (tre), Frank Marshall, Rudolf Spielmann ed Emanuel Lasker (due ciascuno). Tutto il resto del mondo, in trent'anni, lo batté una volta sola o mai.

Dall'altro lato ci sono gli anni interi senza una sconfitta: nel nostro archivio sono sette, contando solo quelli con almeno dieci partite — 1915, 1918, 1921, 1922, 1926, 1931 e 1939. I due più pieni sono il 1931, con ventidue partite, e il 1939, con venticinque, l'anno dell'olimpiade di Buenos Aires.

Nei tornei a girone i suoi peggiori risultati non sono crolli ma secondi posti: secondo a New York 1924 con 14½ su 20, un punto e mezzo dietro Lasker, e terzo a Mosca 1925, due punti dietro Bogoljubov. A Barcellona 1929, nelle quattordici partite che abbiamo, tredici vittorie e una patta.

Le trentaquattro «partite serie» perse da adulto, il secondo posto di New York 1924 con il punteggio e il margine, e il terzo di Mosca 1925 con i margini: voce José Raúl Capablanca, Wikipedia in inglese. Il conto delle 44 sconfitte su 600 partite, la loro ripartizione fra simultanee e competizioni, i nomi di chi lo batté e quante volte, i sette anni senza sconfitte e il bilancio di Barcellona 1929 sono contati sul nostro archivio. Il nostro numero è più alto di quello della voce perché l'archivio comprende anche simultanee ed esibizioni, che «serie» non sono, e il match con Corzo del 1901, che non è da adulto. Per gli anni senza sconfitte il criterio è: almeno dieci partite datate in quell'anno.

Le partite

In archivio ci sono 600 sue partite, dal 1901 al 1941. Le posizioni compaiono nelle sezioni degli anni a cui appartengono, man mano che il motore le analizza.

Domande frequenti

Da dove vengono le posizioni di José Raúl Capablanca?

Dalle sue partite vere. Ogni posizione è un momento di una partita che José Raúl Capablanca ha giocato: sopra la scacchiera sono indicati i due giocatori, il torneo e l'anno. La mossa migliore la individua Stockfish, analizzando la posizione.

Perché la scacchiera è coperta?

Per non svelare la soluzione a chi scorre la pagina. Restano leggibili le prime due file e il resto è coperto da una velatura: la posizione intera si vede aprendo il puzzle.

Serve un account per risolvere i puzzle di José Raúl Capablanca?

Sì. Il puzzle si gioca nella pagina di allenamento, dove il risultato entra nella classifica di quel puzzle e sposta il punteggio Elo di chi l'ha giocato. Senza iscrizione non c'è un punteggio da aggiornare.

Le posizioni sono tutte vinte da José Raúl Capablanca?

No. Alcune vengono da partite che ha perso, e in quel caso la mossa da trovare è del suo avversario. Il riquadro lo dice accanto alla scacchiera, prima di aprire il puzzle.

Cosa succede dopo aver risolto o sbagliato un puzzle di José Raúl Capablanca?

Compare la classifica di quel puzzle e due strade: uscire, che riporta a questa pagina, oppure continuare a giocare, che propone un'altra posizione tratta dalle partite di José Raúl Capablanca.

Dopo il puzzle si può vedere la partita intera?

Sì. Finito il puzzle compaiono tutte le mosse di quella partita, e sono cliccabili: toccandone una la posizione va sulla scacchiera e <b>Stockfish 18</b> la analizza sul momento, nel tuo browser, mostrando le varianti migliori. Si può andare avanti e indietro per tutta la partita.

Quante posizioni di José Raúl Capablanca ci sono?

In questo momento 7. Il numero cresce da sé: un programma analizza l'archivio delle sue partite e aggiunge le posizioni nuove quando ne trova.

Chi ha scritto le note biografiche?

Le abbiamo scritte noi. I dati della scheda in breve — date, luoghi, titoli — vengono da Wikidata e da Wikipedia, con la licenza indicata sotto la scheda stessa.