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Nasce a Budapest il 23 luglio 1976, terza di tre sorelle. Il padre, László Polgár, aveva una tesi da dimostrare: «I geni si fanno, non nascono.» Lui e la moglie Klára istruirono le tre figlie in casa, con gli scacchi come materia di specializzazione — e l'esperanto accanto.
Quando la federazione scacchistica ungherese pretese che le ragazze giocassero nei tornei femminili, il padre rispose per iscritto: «Le donne sono in grado di ottenere, nei campi dell'attività intellettuale, risultati simili a quelli degli uomini. Gli scacchi sono una forma di attività intellettuale, quindi questo vale per gli scacchi. Di conseguenza rifiutiamo qualunque forma di discriminazione in questo senso.» Era il 1986, e Judit aveva dieci anni.
La partita più antica che abbiamo di lei è del 1987: ne aveva undici.
Data e luogo di nascita e le sorelle: Wikidata (Q183250) e voce Judit Polgár, Wikipedia in inglese. La tesi del padre: David Shenk, The Immortal Game, 2006, p. 132, e Eli Shvidler, «All the right moves», Haaretz, 22 novembre 2007. Le parole sulla discriminazione: Patricia Koza (UPI), «Sisters test male domination of chess», The Mohave Daily Miner, 9 novembre 1986, p. B2. Il 1987 è la data della sua partita più antica nel nostro archivio.Nel 1988, a dodici anni, ottiene il titolo di Maestro Internazionale. Per misura: Bobby Fischer e Garry Kasparov lo avevano avuto a quattordici.
Nel gennaio 1989, a dodici anni, è la prima donna nella classifica mondiale. Ci resterà, senza interruzioni, per oltre un quarto di secolo.
Il titolo a dodici anni e il confronto con Fischer e Kasparov: The Spokesman-Review, «Girl stuns chess world», 2 novembre 1988, e Nashua Sunday Telegraph, 30 ottobre 1988, citati nella voce Judit Polgár, Wikipedia in inglese. Primo posto femminile dal gennaio 1989: liste Elo FIDE, OlimpBase.Nel 1991 diventa Grande Maestro vincendo il campionato ungherese assoluto. Ha quindici anni e quattro mesi: batte di un mese il record di Bobby Fischer, che resisteva da trentatré anni. È la quarta donna della storia a ottenere il titolo pieno — e lo prende nello stesso anno in cui sua sorella Susan diventa la terza.
Titolo, età, campionato ungherese e il record di Fischer battuto di un mese: The Globe and Mail, «Hungarian teen-ager achieves rank of chess grandmaster», 5 febbraio 1992, e voce Judit Polgár, Wikipedia in inglese.Nel 1993, a Budapest, gioca un match di dieci partite contro Boris Spassky, campione del mondo dal 1969 al 1972. Lo vince: cinque e mezzo a quattro e mezzo, con tre vittorie, due sconfitte e cinque patte.
Punteggio: ricontato sulle dieci partite del nostro archivio (evento Budapest m), e combacia con quello pubblicato.Nel gennaio 1996, con 2675 punti Elo, entra al decimo posto della classifica mondiale assoluta. È l'unica donna a essere mai entrata fra i primi dieci giocatori del mondo.
Non ha mai giocato il campionato del mondo femminile, e quasi mai i tornei riservati alle donne. Non era una polemica: era la continuazione della scelta fatta in casa nel 1986.
Il decimo posto del gennaio 1996 con 2675 punti: Jonathan Berry, 6 gennaio 1996, citato nella voce Judit Polgár, Wikipedia in inglese. L'assenza dai tornei femminili: la stessa voce.Il 9 settembre 2002, nel confronto Russia contro Resto del Mondo, batte Garry Kasparov col bianco. È la prima donna a battere in una partita di torneo il numero uno del mondo in carica. Nel loro bilancio complessivo Kasparov resta largamente avanti — ventotto partite, cinque e mezzo a ventidue e mezzo — ma quella partita è quella.
Nel gennaio 2004 arriva al suo posto più alto in classifica assoluta: numero 8 al mondo.
Data, evento e colore della partita: ricontati sul nostro archivio. Che fosse la prima donna a battere il numero uno in carica, e il numero 8 del gennaio 2004: voce Judit Polgár, Wikipedia in inglese. Il bilancio con Kasparov è contato sulle ventotto partite del nostro archivio.Nel 2005 è a San Luis, in Argentina, fra gli otto del campionato del mondo FIDE: l'unica donna ad aver mai giocato la fase finale di un campionato del mondo assoluto. Arriva ultima.
Nel luglio 2005 raggiunge il suo Elo più alto, 2735. È l'unica donna ad aver superato i 2700.
San Luis 2005 e il primato di unica donna nella fase finale, Elo massimo 2735 nel luglio 2005: voce Judit Polgár, Wikipedia in inglese, e schede FIDE.Il 13 agosto 2014 annuncia il ritiro dalle competizioni. Il Times le dedicò un titolo: «La regina che ha smascherato l'arroganza dei re.» L'ultima partita valida per la classifica è di settembre 2014.
Era stata la prima donna al mondo dal gennaio 1989, senza interruzione, e restò al primo posto fino alla lista di marzo 2015: ventisei anni. La superò allora la cinese Hou Yifan.
Data dell'annuncio e titolo dell'articolo: Oliver Moody, «Queen who exposed the arrogance of kings», The Times, 13 agosto 2014. Ultima partita classificata, i ventisei anni al primo posto e il sorpasso di Hou Yifan: voce Judit Polgár, Wikipedia in inglese.gm_hCFMyiylf9kF: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
gm_DoKuRFt8NZt3: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
gm_3_qQDYiWsa5v: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
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Il New York Times, nel 2001, le dedicò un titolo che dice molto dell'epoca: «Per gli uomini, perdere con Judit Polgár non è un disonore.»
Di suo, documentato, c'è una posizione netta sulle donne negli scacchi: «Dico sempre che le donne dovrebbero avere la fiducia di essere brave come i giocatori uomini — ma solo se sono disposte a lavorare e a prenderla sul serio tanto quanto loro.»
E sul mestiere di scacchista professionista: «A volte devi essere molto egoista. Se sei in un torneo devi pensare a te stesso: non puoi pensare a tua moglie o ai tuoi figli, solo a te.» Nel 2002, a chi le chiedeva se volesse ancora diventare campionessa del mondo, rispose: «Gli scacchi sono la mia professione e naturalmente spero di migliorare. Ma non ho intenzione di rinunciare a tutto per diventare campionessa del mondo: ho la mia vita.»
Un dato dice il resto. Nel nostro archivio ha battuto almeno una volta dieci campioni del mondo: Karpov, Kasparov, Kramnik, Anand, Spassky, Topalov, Carlsen, Ponomariov, Kasimdzhanov e Khalifman. Con Karpov ha giocato sessantadue partite in diciotto anni, dal 1992 al 2010, chiudendo a ventisette e mezzo a trentaquattro e mezzo.
Titolo del New York Times e la frase sul mestiere: David Burgess, «To Men, Losing to Judit Polgár Is No Disgrace», The New York Times, 31 marzo 2001. La frase sulle donne negli scacchi: Sean Phillips, «A Gender Divide In The Ultimate Sport Of The Mind», NPR, 15 agosto 2010. La risposta del 2002: Serena Allott, «Queen takes all», The Telegraph, 16 gennaio 2002. I dieci campioni del mondo battuti e il bilancio con Karpov sono contati sulle partite del nostro archivio.La sua prima olimpiade è Salonicco 1988, nel torneo femminile, con la squadra ungherese. Aveva dodici anni, e il nostro archivio registra quello che fece: tredici partite, dodici vinte e una pattata. Dodici e mezzo su tredici.
Due anni dopo, a Novi Sad 1990, ancora nel femminile: tredici partite, otto vittorie, una sconfitta e quattro parità. Poi smise. Dal 1994 in avanti giocò le olimpiadi nella squadra open dell'Ungheria, quella che in gergo si chiamava maschile, e lì rimase per otto edizioni: Mosca 1994, Erevan 1996, il 2000, il 2002, il 2008, il 2010, il 2012 e il 2014, dove giocò sei partite — le ultime di competizione che il nostro archivio le attribuisce.
In tutto, su dieci olimpiadi, sono 108 partite: 54 vinte, 16 perse e 38 pattate, cioè 73 punti su 108. Il passaggio dal torneo femminile a quello open si legge nelle cifre: nelle due edizioni femminili il bilancio è venti vittorie e una sconfitta su ventisei partite, nelle otto open è trentaquattro vittorie e quindici sconfitte su ottantadue.
Dei suoi impegni in archivio, 85 contano nove partite o più; in 13 non ha perso nulla. Fra queste, oltre all'olimpiade del 1988, il torneo della GMA del 2003: tredici partite, tre vittorie e dieci parità.
Tutti i numeri di questa sezione sono contati sul nostro archivio: le dieci olimpiadi con gli anni e le squadre, le 108 partite col loro bilancio, i punteggi di Salonicco 1988 e Novi Sad 1990, il confronto fra le due edizioni femminili e le otto open, le sei partite del 2014 e il conto di 13 occasioni su 85 senza sconfitte, col criterio: occasioni di almeno nove partite, esclusi i match, le simultanee, il lampo e il rapid. Le etichette degli eventi nei file dei tornei distinguono le edizioni femminili da quelle open, e su quelle etichette è fatta la divisione. Il suo ritiro dall'attività agonistica è raccontato più sopra, con le sue fonti.Nel nostro archivio ci sono 1825 partite di Judit Polgár, dal 1987 al 2014, contro più di cinquecento avversari diversi. I più frequenti sono Karpov (62 partite), Anand (58), Topalov (48), Kramnik (46) e Gelfand (40). Le posizioni qui sotto vengono da queste partite.
Partite da PGN Mentor. Partite, anni e bilanci sono contati sul nostro archivio. Gli avversari sono «più di cinquecento» e non un numero esatto: nei file dei tornei moderni lo stesso giocatore compare col nome intero in un'epoca e con la sola iniziale in un'altra (Viswanathan Anand fino al 1999, V Anand dal 2000), quindi le grafie distinte sono 642 ma le persone fra 568 e 642. I conteggi per avversario qui sopra uniscono le grafie dello stesso giocatore; le tre sorelle Polgár, che hanno lo stesso cognome, restano invece contate separatamente. I movimenti di una partita sono un fatto, non un'opera protetta.Dalle sue partite vere. Ogni posizione è un momento di una partita che Judit Polgar ha giocato: sopra la scacchiera sono indicati i due giocatori, il torneo e l'anno. La mossa migliore la individua Stockfish, analizzando la posizione.
Per non svelare la soluzione a chi scorre la pagina. Restano leggibili le prime due file e il resto è coperto da una velatura: la posizione intera si vede aprendo il puzzle.
Sì. Il puzzle si gioca nella pagina di allenamento, dove il risultato entra nella classifica di quel puzzle e sposta il punteggio Elo di chi l'ha giocato. Senza iscrizione non c'è un punteggio da aggiornare.
No. Alcune vengono da partite che ha perso, e in quel caso la mossa da trovare è del suo avversario. Il riquadro lo dice accanto alla scacchiera, prima di aprire il puzzle.
Compare la classifica di quel puzzle e due strade: uscire, che riporta a questa pagina, oppure continuare a giocare, che propone un'altra posizione tratta dalle partite di Judit Polgar.
Sì. Finito il puzzle compaiono tutte le mosse di quella partita, e sono cliccabili: toccandone una la posizione va sulla scacchiera e <b>Stockfish 18</b> la analizza sul momento, nel tuo browser, mostrando le varianti migliori. Si può andare avanti e indietro per tutta la partita.
In questo momento 7. Il numero cresce da sé: un programma analizza l'archivio delle sue partite e aggiunge le posizioni nuove quando ne trova.
Le abbiamo scritte noi. I dati della scheda in breve — date, luoghi, titoli — vengono da Wikidata e da Wikipedia, con la licenza indicata sotto la scheda stessa.