
Nasce a Kutaisi, in Georgia, il 17 gennaio 1961. Impara a giocare verso gli otto anni. A tredici vince un torneo internazionale femminile a Braşov, nel 1974, e l'anno dopo quello di Tbilisi. Nel 1976 è campionessa sovietica giovanile femminile.
La partita più antica che abbiamo di lei è del 1973: ne aveva dodici.
Data, luogo, l'inizio a otto anni e i tornei di Braşov e Tbilisi: voce Maia Chiburdanidze, Wikipedia in inglese; date confermate su Wikidata (Q232720). Il 1973 è la data della sua partita più antica nel nostro archivio.Nel 1977 vince il campionato sovietico femminile e ottiene il titolo di Grande Maestro femminile. Nel 1978, a Pitsunda, sfida la campionessa del mondo in carica — Nona Gaprindashvili, che il titolo lo teneva da sedici anni — e lo vince: otto e mezzo a sei e mezzo. Ha diciassette anni.
Campionato sovietico e titolo del 1977: voce Maia Chiburdanidze, Wikipedia in inglese. Il punteggio del match è ricontato sulle quindici partite del nostro archivio, e combacia con quello pubblicato.Difese il titolo quattro volte, e due di quei match non furono passeggiate. Nel 1981, a Borjomi e Tbilisi, contro Nana Alexandria finisce otto a otto: il pari basta a chi detiene il titolo, e lo tiene. Nel 1984, a Volgograd, batte Irina Levitina otto e mezzo a cinque e mezzo. Nel 1986, a Sofia, batte Elena Akhmilovskaya con lo stesso punteggio. Nel 1988, a Telavi, contro Nana Ioseliani la chiude otto e mezzo a sette e mezzo: una mezza partita.
Nel 1984 la FIDE le assegna il titolo di Grande Maestro pieno. È la seconda donna a riceverlo, dopo Gaprindashvili.
Sedi, anni e avversarie delle quattro difese, e il titolo di Grande Maestro del 1984: voce Maia Chiburdanidze, Wikipedia in inglese. I punteggi del 1981 (8–8), del 1986 (8½–5½) e del 1988 (8½–7½) sono ricontati sulle partite del nostro archivio e combaciano. Del match del 1984 con Levitina diamo il punteggio pubblicato e non il nostro: in archivio ne abbiamo tredici partite su quattordici.Nel febbraio 1991, a Manila, perde il titolo contro la cinese Xie Jun: sei e mezzo a otto e mezzo. Era campionessa del mondo da tredici anni — il terzo regno più lungo della storia del titolo femminile, dopo quelli di Vera Menchik e di Gaprindashvili.
Con Xie Jun è l'avversaria che ha incontrato più spesso in carriera: ventinove partite, e il bilancio complessivo è suo, quindici e mezzo a tredici e mezzo.
Sede, data, punteggio e la durata del regno: voce Maia Chiburdanidze, Wikipedia in inglese. Il punteggio del match e il bilancio complessivo con Xie Jun sono ricontati sulle partite del nostro archivio: il match combacia con quello pubblicato.Giocava nei tornei aperti, e li vinceva. Nel 1984 è prima a Nuova Delhi; nel 1985 prima a Banja Luka; nel 1987 terza a Bilbao. In quei tre tornei, nel nostro archivio, ha giocato trentadue partite senza perderne nemmeno una.
Nel 1986 gioca un match di otto partite contro il grande maestro Petar Popović e finisce quattro a quattro. Nel 1992 è prima a Belgrado, nel 1993 a Vienna, e fra il 1995 e il 1997 vince tre volte il torneo di Lippstadt.
Nel nostro archivio, delle sue 1341 partite, 748 sono in tornei che non sono femminili.
Nuova Delhi 1984, Banja Luka 1985, Bilbao 1987, Belgrado 1992, Vienna 1993 e le tre vittorie di Lippstadt: voce Maia Chiburdanidze, Wikipedia in inglese. Le trentadue partite senza sconfitte, il punteggio del match con Popović e il conteggio delle 748 sono contati sulle partite del nostro archivio. Di Vienna 1993 il nostro archivio non ha partite: quel primo posto viene dalla fonte.Non si ritirò. Nel 1994 arriva prima al torneo dei candidati di Tilburg, ma perde lo spareggio con Zsuzsa Polgar uno e mezzo a cinque e mezzo. Nel 2001 e nel 2004 arriva in semifinale del mondiale, eliminata prima da Zhu Chen e poi da Antoaneta Stefanova.
Tilburg 1994, lo spareggio e le due semifinali del 2001 e 2004: voce Maia Chiburdanidze, Wikipedia in inglese. Il punteggio dello spareggio è quello pubblicato e non il nostro: nel nostro archivio di quell'anno ci sono tre sole partite fra loro, e di due eventi diversi.Il suo punteggio Elo più alto, 2560, lo aveva raggiunto nel gennaio 1988, quando era numero 48 al mondo. Ma il risultato di squadra più notevole arriva molto dopo: all'olimpiade di Dresda del 2008 vince l'oro individuale in prima scacchiera per la Georgia, con una prestazione da 2715. In tutto ha nove ori olimpici fra Unione Sovietica e Georgia.
L'ultima partita di competizione è del luglio 2012. Nel 2014 entra nella World Chess Hall of Fame. Nel 2021 le viene dedicato il documentario Glory to the Queen.
Elo massimo e posizione mondiale, Dresda 2008 con la prestazione da 2715, i nove ori, l'ultima partita del luglio 2012, la Hall of Fame e il documentario: voce Maia Chiburdanidze, Wikipedia in inglese.gm_lndv2fc_XzmJ: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
gm_ROydxzmCV1Eq: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
gm_vRI9LvWxhGpM: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
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gm_vxmEUWIOpkj5: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
Di Chiburdanidze non abbiamo trovato citazioni testuali con una fonte certa: non ha una voce su Wikiquote. C'è però una sua posizione, riportata: non ha stima degli «scacchi femminili» come categoria, e spera in un tempo in cui non ci sia più bisogno di distinguere fra tornei maschili e femminili.
Per il resto, i numeri. Contro Nona Gaprindashvili, vent'anni più vecchia di lei e campionessa quando lei era bambina, il bilancio è quindici a nove in ventiquattro partite. Contro Xie Jun, che le ha tolto il titolo, è quindici e mezzo a tredici e mezzo in ventinove partite. Contro Zsuzsa Polgar, la maggiore delle tre sorelle ungheresi, no: quattro e mezzo a dieci e mezzo in quindici partite.
La posizione sugli «scacchi femminili»: voce Maia Chiburdanidze, Wikipedia in inglese, che la riporta in forma indiretta — per questo la riferiamo come posizione e non come citazione fra virgolette. L'assenza di citazioni testuali: verificata su Wikiquote, dove non esiste una voce a suo nome. I tre bilanci sono contati sulle partite del nostro archivio. Quello con Zsuzsa Polgar conta le sole quindici partite scritte col suo nome intero: nell'archivio compaiono anche una partita di Sofia Polgar e una di Z Polgar del 2004, e sommarle sarebbe sommare persone diverse. Con Judit Polgár, la sorella minore, nel nostro archivio non ci sono partite.Il suo rendimento più impressionante non è in un torneo singolo ma in trent'anni di squadra nazionale. Nel nostro archivio ci sono 151 sue partite di olimpiadi, in quindici edizioni fra il 1978 e il 2008: 80 vinte, 66 pattate e 5 perse. Centotredici punti su centocinquantuno.
Cinque sconfitte in quindici olimpiadi significa che in dieci di quelle quindici non ne perse nemmeno una. Le dieci sono Buenos Aires 1978, Malta 1980, Lucerna 1982, Salonicco 1984, Dubai 1986, Manila 1992 — dove fece dieci vittorie e tre parità su tredici partite — Erevan 1996, Elista 1998, l'edizione del 2002 e Dresda 2008. Le cinque sconfitte si concentrano in quattro edizioni: una a Novi Sad 1990, una a Mosca 1994, due nel 2000 e una nel 2004.
Fuori dalle olimpiadi, i due tornei a eliminazione del ciclo mondiale: il torneo delle candidate FIDE del 1997, chiuso con 10 su 17 e due sole sconfitte, e il mondiale a eliminazione del 2001, 10 su 16. Nel campionato sovietico femminile del 1979, a diciotto anni e campionessa del mondo da un anno, fece 11½ su 17.
Su tutto l'archivio le riconosciamo 86 occasioni da nove partite o più, e 22 le ha portate a termine senza perdere: una su quattro.
Tutti i numeri di questa sezione sono contati sul nostro archivio: le 151 partite olimpiche col loro bilancio, le quindici edizioni, le dieci chiuse senza sconfitte e le quattro in cui le cinque sconfitte cadono, Manila 1992, il torneo delle candidate del 1997, il mondiale a eliminazione del 2001, il campionato sovietico femminile del 1979 e il conto di 22 occasioni su 86, col criterio: occasioni di almeno nove partite, esclusi i match, le simultanee, il lampo e il rapid. Una nota sui dati: fra le righe olimpiche del nostro archivio ce n'è una sola etichettata come torneo maschile, Malta 1980, e con ogni probabilità è un errore del file di origine; l'abbiamo lasciata nel conto e la dichiariamo qui. I suoi ori olimpici e l'oro individuale di Dresda 2008 sono raccontati più sopra, con le loro fonti.Nel nostro archivio ci sono 1341 partite di Chiburdanidze, dal 1973 al 2019, contro più di seicento avversari diversi. Le più ricorrenti sono con Xie Jun (29 partite), Nana Ioseliani (26), Gaprindashvili (24), Elena Akhmilovskaya (18) e Irina Levitina (18). Le posizioni qui sotto vengono da queste partite.
Partite da PGN Mentor. Partite, anni e bilanci sono contati sul nostro archivio. Gli avversari sono «più di seicento» e non un numero esatto: nei file dei tornei lo stesso giocatore compare a volte col nome intero e a volte con la sola iniziale, quindi le grafie distinte sono 655 ma le persone fra 616 e 655. I movimenti di una partita sono un fatto, non un'opera protetta.Dalle sue partite vere. Ogni posizione è un momento di una partita che Maia Chiburdanidze ha giocato: sopra la scacchiera sono indicati i due giocatori, il torneo e l'anno. La mossa migliore la individua Stockfish, analizzando la posizione.
Per non svelare la soluzione a chi scorre la pagina. Restano leggibili le prime due file e il resto è coperto da una velatura: la posizione intera si vede aprendo il puzzle.
Sì. Il puzzle si gioca nella pagina di allenamento, dove il risultato entra nella classifica di quel puzzle e sposta il punteggio Elo di chi l'ha giocato. Senza iscrizione non c'è un punteggio da aggiornare.
No. Alcune vengono da partite che ha perso, e in quel caso la mossa da trovare è del suo avversario. Il riquadro lo dice accanto alla scacchiera, prima di aprire il puzzle.
Compare la classifica di quel puzzle e due strade: uscire, che riporta a questa pagina, oppure continuare a giocare, che propone un'altra posizione tratta dalle partite di Maia Chiburdanidze.
Sì. Finito il puzzle compaiono tutte le mosse di quella partita, e sono cliccabili: toccandone una la posizione va sulla scacchiera e <b>Stockfish 18</b> la analizza sul momento, nel tuo browser, mostrando le varianti migliori. Si può andare avanti e indietro per tutta la partita.
In questo momento 7. Il numero cresce da sé: un programma analizza l'archivio delle sue partite e aggiunge le posizioni nuove quando ne trova.
Le abbiamo scritte noi. I dati della scheda in breve — date, luoghi, titoli — vengono da Wikidata e da Wikipedia, con la licenza indicata sotto la scheda stessa.