
Nasce a Narva, in Estonia — allora Impero russo — il 7 gennaio 1916. Impara a giocare dal padre e dal fratello maggiore Harald. Gli scacchi, in Estonia, se li deve andare a cercare: copia a mano le partite dai giornali e si costruisce una raccolta di quasi mille partite.
Poi trova il modo di giocare contro il mondo senza uscire di casa: la corrispondenza. Al liceo arriva a tenerne centocinquanta in contemporanea, e nel 1935 vince il campionato internazionale dell'IFSB.
Intanto vince il campionato studentesco estone tre volte — 1930, 1932, 1933 — e nel 1935 il campionato estone. Quell'anno lo mandano all'olimpiade di Varsavia, in prima scacchiera, a diciannove anni: nel nostro archivio sono diciannove partite con undici vittorie, cinque sconfitte e tre patte. Due anni dopo, a Praga 1937, chiude 10 su 11 senza perdere nulla.
Data e luogo di nascita, il padre e il fratello Harald, la raccolta di quasi mille partite copiate dai giornali, le centocinquanta partite per corrispondenza in contemporanea, il titolo IFSB del 1935, i tre campionati studentesco (1930, 1932, 1933), il campionato estone del 1935 e la prima scacchiera a Varsavia: voce Paul Keres, Wikipedia in inglese. I bilanci di Varsavia 1935 e Praga 1937 sono contati sul nostro archivio.Durante l'occupazione tedesca dell'Estonia continua a giocare, e vince quasi tutto. Nel 1942, al campionato estone di Tallinn, vince tutte e quindici le partite; a Posen 1943 tutte e cinque. Nel nostro archivio di quegli anni ci sono Madrid 1943 — quattordici partite, dodici vinte, due pattate, nessuna persa — Praga 1943, 14½ su 19, e Salisburgo 1943, cinque vittorie e cinque patte.
Giocò in quattro tornei organizzati da Ehrhardt Post, lo stesso circuito in cui giocava Alekhine. E un'intervista del 1942 a un giornale fu poi usata dai tedeschi per propaganda antisovietica.
Quando l'Unione Sovietica rioccupa l'Estonia, nel 1944, il conto gli viene presentato. Evitò la deportazione, ma il rientro nelle competizioni internazionali fu rimandato, e lo esclusero dalla squadra sovietica per il match radio contro gli Stati Uniti del 1945. Questi sono i fatti come li riportano le fonti: non ci mettiamo un giudizio.
Tallinn 1942 con quindici vittorie su quindici, Posen 1943, i quattro tornei di Ehrhardt Post, l'intervista del 1942 usata per propaganda, la deportazione evitata e l'esclusione dalla squadra del match radio del 1945: voce Paul Keres, Wikipedia in inglese. Tallinn 1942 e Posen 1943 non sono nel nostro archivio e non li abbiamo potuti ricontare: i bilanci di Madrid, Praga e Salisburgo 1943 sì.Morto Alekhine da campione in carica, il titolo fu assegnato con un torneo fra i cinque più forti. Keres c'era. Nel nostro archivio sono venti partite con otto vittorie, sette sconfitte e cinque patte: 10½ su 20. Vinse Botvinnik.
È il punto più vicino al titolo che abbia mai raggiunto, e il più discusso: su quel torneo si è scritto molto, e noi ci fermiamo al punteggio.
Che il titolo del 1948 fu assegnato con un torneo fra cinque giocatori e che lo vinse Botvinnik: voce World Chess Championship 1948, Wikipedia in inglese. Il bilancio delle venti partite è contato sul nostro archivio (evento World Championship 18th).Per arrivare a sfidare il campione del mondo bisognava vincere il torneo dei candidati. Keres lo giocò quattro volte di fila e arrivò secondo quattro volte di fila.
Zurigo 1953: 16 su 28, secondo a pari merito. Amsterdam 1956: 10 su 18, secondo. 1959, fra Bled, Zagabria e Belgrado: 18½ su 28, secondo. Curaçao 1962: 17 su 27, secondo a pari merito. Tutti e quattro i punteggi, nel nostro archivio, combaciano esattamente con quelli pubblicati.
Da lì i soprannomi: «Paul il Secondo», «l'eterno secondo», «il principe ereditario degli scacchi». Nessuno dei tre è un complimento pieno, e tutti e tre dicono la stessa cosa: era abbastanza forte per arrivare in fondo, e non è mai arrivato in cima.
I quattro secondi posti consecutivi con i punteggi e i piazzamenti, e i tre soprannomi: voce Paul Keres, Wikipedia in inglese. I quattro punteggi sono ricontati sul nostro archivio e combaciano: 16/28, 10/18, 18½/28 e 17/27. Quello del 1959 è diviso fra due etichette nei file dei tornei e si ricompone sommandole.C'è un modo di misurare Keres che non passa dai titoli, e il nostro archivio lo permette: quanti campioni del mondo ha battuto. La risposta è nove, da Capablanca a Fischer. È uno dei soli tre giocatori della storia ad avere battuto nove campioni del mondo indiscussi.
Ecco il conto, partita per partita, sulle nostre partite:
Capablanca 6 partite, 3½–2½ · Alekhine 14, 5–9 · Euwe 27, 15½–11½ · Botvinnik 19, 7½–11½ · Smyslov 40, 20–20 · Tal 26, 15–11 · Petrosian 32, 16–16 · Spassky 25, 11½–13½ · Fischer 10, 4½–5½ · Karpov 2, 1–1.
Tre cose salgono da questa riga. Contro Euwe e contro Tal il bilancio complessivo è suo: ha chiuso in vantaggio contro due campioni del mondo. Contro Smyslov e Petrosian finisce esattamente pari, e Smyslov è l'avversario che ha incontrato più volte in tutta la vita. E l'unico che non ha mai battuto è Karpov: due partite, due patte, nel 1973 — Karpov aveva ventidue anni, Keres cinquantasette.
Che abbia battuto almeno una volta tutti i campioni da Capablanca a Fischer, che le due partite con Karpov siano finite pari e che sia uno di tre soli giocatori ad aver battuto nove campioni indiscussi: voce Paul Keres, Wikipedia in inglese. Tutti i bilanci di questa sezione sono contati sul nostro archivio, raggruppando le grafie di ciascun nome, e confermano l'elenco dei nove da soli.Il campionato sovietico era allora il torneo più duro del mondo, più duro di quasi ogni appuntamento internazionale. Keres lo vinse tre volte: nel 1947 a Leningrado con 14 su 19, nel 1950 a Mosca con 11½ su 17, nel 1951 con 12 su 17. Tutti e tre i punteggi, nel nostro archivio, combaciano alla virgola. Di quelle edizioni ne abbiamo tredici in tutto, dal 1940 al 1973: trentatré anni allo stesso torneo.
Ma il suo rendimento più impressionante è nelle olimpiadi, e qui i numeri sono di un'altra categoria. Ne giocò undici: quattro per l'Estonia fra il 1935 e il 1939, poi sette consecutive per l'Unione Sovietica fra il 1952 e il 1964 — sette ori di squadra su sette, più cinque ori individuali di scacchiera e un bronzo.
Nel nostro archivio quelle undici edizioni sono 150 partite, e il bilancio è questo: 92 vinte, 45 pattate e 13 perse. Centoquattordici punti e mezzo su centocinquanta, cioè il 76 per cento, con tredici sconfitte in trent'anni di olimpiadi.
Un ultimo dato, che si vede solo contando: dei 81 appuntamenti da almeno nove partite che l'archivio gli attribuisce, 26 li ha chiusi senza perderne nemmeno una. Uno su tre.
I tre campionati sovietici con gli anni, le sedi e i punteggi, le undici olimpiadi con i paesi e tutte le medaglie di squadra e individuali: voce Paul Keres, Wikipedia in inglese. I tre punteggi sovietici sono ricontati sul nostro archivio e combaciano; le 150 partite olimpiche col loro bilancio, le tredici edizioni del campionato sovietico in archivio e il conto di 26 appuntamenti su 81 senza sconfitte sono contati sul nostro archivio, col criterio: appuntamenti di almeno nove partite, esclusi i match, le simultanee, il lampo e il rapid.Di suo, con una fonte certa, abbiamo quello che ha scritto nei libri. Nell'introduzione a Practical Chess Endings: «È difficile sopravvalutare il valore di un buon gioco nei finali, e il tempo speso su questo capitolo viene ripagato in abbondanza.» Dello scopo del libro disse che era «dare al lettore un aiuto pratico nella tecnica dei finali».
Gli altri lo descrivono in modo concorde, e la concordia dice qualcosa. Robert McFadden, sul New York Times, parlò di «modi eleganti e un portamento informale ma imperturbabile». Samuel Reshevsky fu più diretto: «era una persona troppo mite per dare tutto se stesso allo scopo di battere gli avversari.» E Egon Varnusz, dell'inizio degli anni Cinquanta, scrisse: «Il miglior giocatore del mondo era Paul Keres.»
Di frasi a effetto che gli vengono attribuite ne circolano, e la più nota — «nessuno ha mai vinto una partita abbandonando» — non la riportiamo: viene attribuita anche a Tartakower e non ne esiste una fonte primaria. Se ne troveremo una, la scriveremo qui.
Le due frasi di Keres vengono dall'introduzione di Practical Chess Endings, di cui non abbiamo il numero di pagina e lo dichiariamo. Le tre citazioni su di lui — Robert McFadden sul New York Times, Samuel Reshevsky ed Egon Varnusz — sono riportate nella voce Paul Keres di Wikipedia in inglese, che ne indica gli autori. Keres non ha una voce su Wikiquote. Sulla frase sull'abbandono: l'attribuzione è divisa fra lui e Tartakower e nessuna delle due ha una fonte d'epoca, quindi resta fuori.Nel 1975, a cinquantanove anni, va a giocare un torneo open a Vancouver, e lo vince. Nel nostro archivio ci sono quelle nove partite: sei vittorie, tre patte, nessuna sconfitta. Sono fra le ultime che abbiamo di lui.
Muore a Helsinki il 5 giugno 1975, per un infarto, mentre tornava da Vancouver verso l'Estonia.
Dal 1992 al 2011 il suo ritratto è stato sulla banconota da cinque corone estoni. Non è una cosa che capita a molti giocatori di scacchi.
Data, luogo e causa della morte, il viaggio di ritorno dal torneo di Vancouver che aveva vinto, e la banconota da cinque corone in circolazione fra il 1992 e il 2011: voce Paul Keres, Wikipedia in inglese. Il bilancio delle nove partite di Vancouver è contato sul nostro archivio. Diciamo «fra le ultime» e non «le ultime» perché nei file dei tornei quelle partite non hanno giorno né mese, e non si possono ordinare con certezza rispetto a quelle di Tallinn dello stesso anno.gm_0uh5373tydqF: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
gm_gGrDqsZPJ9Iz: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
gm_JrZGEk6H4Sqp: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
gm_47piJOtzZIla: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
gm_XNcolbRMolt4: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
gm_QB1V4KXlSDGi: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
gm_Ywm-t1c-xgrg: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
Nel nostro archivio ci sono 1571 partite di Keres, dal 1935 al 1975: quarant'anni, contro 522 avversari diversi. Il bilancio complessivo è 696 vittorie, 708 patte e 167 sconfitte — una partita persa ogni nove e mezzo, in quarant'anni di carriera. I più frequenti sono Vassily Smyslov (40 partite), Efim Geller (34), Tigran Petrosian (32), Max Euwe (27), Mikhail Tal (26) e Gideon Ståhlberg (26). Le posizioni qui sotto vengono da queste partite.
Partite da PGN Mentor. Partite, anni, avversari e bilanci sono contati sul nostro archivio. Il numero degli avversari è esatto e non approssimato perché su 522 grafie non abbiamo trovato doppioni dello stesso nome. I movimenti di una partita sono un fatto, non un'opera protetta.Dalle sue partite vere. Ogni posizione è un momento di una partita che Paul Keres ha giocato: sopra la scacchiera sono indicati i due giocatori, il torneo e l'anno. La mossa migliore la individua Stockfish, analizzando la posizione.
Per non svelare la soluzione a chi scorre la pagina. Restano leggibili le prime due file e il resto è coperto da una velatura: la posizione intera si vede aprendo il puzzle.
Sì. Il puzzle si gioca nella pagina di allenamento, dove il risultato entra nella classifica di quel puzzle e sposta il punteggio Elo di chi l'ha giocato. Senza iscrizione non c'è un punteggio da aggiornare.
No. Alcune vengono da partite che ha perso, e in quel caso la mossa da trovare è del suo avversario. Il riquadro lo dice accanto alla scacchiera, prima di aprire il puzzle.
Compare la classifica di quel puzzle e due strade: uscire, che riporta a questa pagina, oppure continuare a giocare, che propone un'altra posizione tratta dalle partite di Paul Keres.
Sì. Finito il puzzle compaiono tutte le mosse di quella partita, e sono cliccabili: toccandone una la posizione va sulla scacchiera e <b>Stockfish 18</b> la analizza sul momento, nel tuo browser, mostrando le varianti migliori. Si può andare avanti e indietro per tutta la partita.
In questo momento 7. Il numero cresce da sé: un programma analizza l'archivio delle sue partite e aggiunge le posizioni nuove quando ne trova.
Le abbiamo scritte noi. I dati della scheda in breve — date, luoghi, titoli — vengono da Wikidata e da Wikipedia, con la licenza indicata sotto la scheda stessa.