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I campioni

Vera Menchik

Vera Mencikova (Vera Stevenson)
Vera Menchik
Foto: Studio Herbert Vandyk, autore ignoto, 1933 — pubblico dominio, Wikimedia Commons

Origini

Nasce Vera Mencikova a Mosca, il 16 febbraio 1906: la madre Olga Illingworth è inglese, il padre František Menčík è cèco. Ha una sorella minore, Olga, nata un anno dopo, che gioca anche lei a scacchi.

Nel 1921, dopo la rivoluzione russa, la famiglia si divide: lei, la madre e la sorella si trasferiscono in Inghilterra, a Hastings; il padre torna in Boemia.

La partita più antica che abbiamo di lei è del 1923, a Hastings: ne aveva diciassette.

Nome di nascita, data, luogo, i genitori e la sorella: voce Vera Menchik, Wikipedia in inglese, che per questi dettagli cita la biografia di Robert B. Tanner, Vera Menchik: A Biography of the First Women's World Chess Champion, 2016, pp. 9 e 19, e la scheda del circolo scacchistico di Hastings scritta da Brian Denman. Date confermate su Wikidata (Q157867). Il 1923 è la data della sua partita più antica nel nostro archivio.

1927: la prima campionessa del mondo

Nel 1927 si gioca il primo campionato del mondo femminile della storia: un girone all'italiana con dodici giocatrici da otto paesi europei. Menchik lo vince con dieci e mezzo su undici, concedendo una sola patta, a Edith Michell. Arriva un punto e mezzo davanti alla seconda.

Terrà quel titolo fino alla morte: diciassette anni, il regno più lungo nella storia degli scacchi.

Formula del torneo, punteggio e margine: voce Vera Menchik, Wikipedia in inglese, che cita Tanner 2016, pp. 12 e 222–223, e Jennifer Shahade, Chess Queens, 2022, p. 33.

Carlsbad 1929, e il club che porta il suo nome

Nel 1929 gioca a Carlsbad fra i più forti del mondo. Arriva ultima, tre punti su ventuno — ma quei tre punti se li prende battendo Albert Becker e Friedrich Sämisch, che sarà fra i primi a ricevere il titolo di Grande Maestro.

La vittoria su Becker ha un retrogusto preciso. Prima, durante il torneo, era stato lui a proporre per scherno che chiunque perdesse con Menchik diventasse socio del «Vera Menchik Club». Perse, e ne fu il primo socio.

Nel nostro archivio quel club si riempie: Max Euwe battuto due volte, Jacques Mieses quattro, George Alan Thomas otto, Sonja Graf dieci, Mir Sultan Khan, Sämisch, Becker e Fred Yates almeno una. La coppa che si dà oggi alla squadra vincitrice dell'olimpiade femminile si chiama Vera Menchik Cup.

Carlsbad 1929, le vittorie su Becker e Sämisch, l'origine del club e la coppa che porta il suo nome: voce Vera Menchik, Wikipedia in inglese (Tanner 2016, pp. 13 e 53–69; Shahade 2022, p. 35). I bilanci con ciascun avversario sono contati sulle partite del nostro archivio.

Cosa diceva di lei Alekhine

Al quindicesimo turno di quel torneo, Alexander Alekhine — campione del mondo in carica — scrisse di lei una cosa lunga e inequivocabile:

«Dopo quindici turni è certo che è un'eccezione assoluta nel suo sesso. Ha un talento per gli scacchi tale che, con altro lavoro ed esperienza nei tornei, riuscirà certamente a svilupparsi dal suo stadio attuale di giocatrice media in una campionessa internazionale di alta classe. Ha conquistato indiscutibilmente i suoi tre punti contro i maestri forti, ma è poco noto al pubblico che ha anche ottenuto posizioni superiori contro Euwe, Treybal, Colle e il dottor Vidmar. Dal dottor Vidmar è stata battuta solo dopo nove ore di partita. È dovere del mondo degli scacchi concederle ogni possibilità di sviluppo.»

Dello stesso anno è un'altra sua frase, sulla vittoria al primo turno: «È senza dubbio un fenomeno, e la sua vittoria su Yates al primo turno sarà storica.»

Nel 1932, a chi gli chiedeva se esistessero donne che giocassero bene a scacchi, José Raúl Capablanca rispose: «Una. Si chiama Vera Menchik… Ha giocato contro di me ed è molto forte.»

Le due frasi di Alekhine: voce Vera Menchik, Wikipedia in inglese, che cita Tanner 2016, pp. 13 e 59. La risposta di Capablanca del 1932: André Schulz, «Thoughts on International Women's Day: Remembering Vera Menchik», ChessBase, 8 marzo 2022. Di suo, Menchik non ha una voce su Wikiquote: le frasi qui sono di altri su di lei.

Fra i maestri

Il dato che conta è questo: delle sue 473 partite in archivio, 421 sono in tornei che non sono femminili — quasi nove su dieci.

Nel 1929 a Ramsgate fa il suo miglior risultato in un torneo aperto: gioca nella squadra straniera, insieme all'ex campione del mondo Capablanca e al suo vecchio allenatore Géza Maróczy, e chiude a cinque su sette senza perdere, secondo a pari merito. A Hastings 1931/32 batte Max Euwe e Mir Sultan Khan e arriva quinta a pari merito. A Maribor 1934 è terza.

Contro i campioni del mondo, nel nostro archivio, il conto è duro e vale dirlo: con Capablanca dodici partite e dodici sconfitte, con Alekhine nove e nove. Con Euwe, prima che diventasse campione, è due e mezzo a due e mezzo.

Ramsgate 1929, Hastings 1931/32 e Maribor 1934: voce Vera Menchik, Wikipedia in inglese (Tanner 2016). Il conteggio delle 421 partite e i bilanci con Capablanca, Alekhine ed Euwe sono contati sulle partite del nostro archivio.

Le difese del titolo

Difende il titolo sette volte e le vince tutte: 1930 ad Amburgo, 1931 a Praga, poi 1933, 1935, 1937 e 1939. Dal 1931 arriva quattro volte di fila a punteggio pieno, una serie di quarantacinque partite.

In tutti i campionati del mondo femminili perse una sola partita: nel 1930 contro Wally Henschel.

Nell'ottobre 1937 sposa Rufus Henry Streatfield Stevenson, dirigente scacchistico: lei ha trentun anni, lui cinquantanove. Diventa Vera Stevenson, ma nei tornei continua a firmarsi col nome di nascita. Lui muore nel febbraio 1943.

Le sette difese, la serie di quattro punteggi pieni, l'unica sconfitta e il matrimonio: voce Vera Menchik, Wikipedia in inglese (Tanner 2016, pp. 223–238).

Gli anni di guerra, e la fine

Durante la guerra i campionati del mondo si fermano — l'ultima difesa è del 1939 — ma lei continua a giocare: tornei di circolo a Londra, il campionato del West London, le eliminatorie della federazione del sud-est, simultanee. Le partite più recenti che abbiamo di lei sono di quei mesi, e in una tiene una simultanea con ventidue vittorie, due patte e nessuna sconfitta.

Il 26 giugno 1944 la sua casa in Gauden Road, a sud di Londra, viene centrata in pieno da una delle prime V-1, le bombe volanti tedesche. Muoiono lei, la sorella Olga e la madre: si erano riparate tutte e tre nel seminterrato. Avevano un rifugio in giardino e un altro sotto la stazione di Clapham North, e sopravvissero entrambi — ma non potevano sapere di avere il tempo per raggiungerli.

Aveva trentotto anni ed era campionessa del mondo da diciassette. Nel bombardamento andarono distrutti quasi tutti i suoi documenti, i testi delle partite, gli scritti e i trofei: si salvò solo una medaglia d'oro del 1939, danneggiata.

Data, indirizzo, la V-1, chi morì con lei, i due rifugi e la perdita dei documenti: voce Vera Menchik, Wikipedia in inglese (Tanner 2016), che per la sorella cita anche il registro della Commonwealth War Graves Commission. I tornei del 1944 e il punteggio della simultanea sono dai nomi degli eventi nelle partite del nostro archivio.
♞ Qui andrà la posizione gm_3h9vDbwi9M7g: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
♞ Qui andrà la posizione gm_i5KK1Up1kO0Y: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
♞ Qui andrà la posizione gm_u7T0B4nR00N0: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
♞ Qui andrà la posizione gm_ITJ1FfJlUp56: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
♞ Qui andrà la posizione gm_-uOnBq8FqfKx: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
♞ Qui andrà la posizione gm_yqpfxAQT4t3V: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.

Il mondiale femminile: quarantaquattro partite, una sconfitta

Fino al 1939 il campionato del mondo femminile si giocava come torneo e non come match. Nel nostro archivio quelle edizioni sono 44 partite, e il bilancio è questo: 41 vinte, 2 pattate e una sola persa.

L'unica sconfitta è del 1930. Dopo di quella non perse più: 8 su 8 nel 1931, 3 su 3 nel 1933, 3 su 3 nel 1935, 8 su 8 nel 1937. L'edizione di Buenos Aires, nel 1939, è la più lunga che abbiamo: diciannove partite, diciassette vittorie e due patte, 18 su 19. Per le edizioni brevi il nostro archivio è incompleto — tre partite non sono un campionato intero — e quindi questi sono i numeri di quello che abbiamo, non di quello che giocò.

Il contrasto con i gironi aperti agli uomini è la cosa che colpisce di più, perché le cifre si ribaltano nelle stesse stagioni: Carlsbad 1929, 3 punti su 21; Mosca 1935, un punto e mezzo su diciannove; Łódź 1938, 3½ su 15. Su tutto l'archivio le sue partite sono 473, con 178 vittorie e 197 sconfitte: più perse che vinte, perché la gran parte di quelle partite è contro i maestri del suo tempo.

Un dato tecnico la separa da tutti gli altri di queste pagine: soltanto il 20,7 per cento delle sue partite finisce in parità. Nello stesso archivio Tartakower sta al 44 per cento e Teichmann al 41. Il motivo non è lo stile: è la differenza di forza, in un senso o nell'altro, che c'era in quasi ogni partita che giocava.

Tutti i numeri di questa sezione sono contati sul nostro archivio: le 44 partite delle edizioni del mondiale femminile col loro bilancio, i punteggi del 1931, 1933, 1935, 1937 e di Buenos Aires 1939, i tre tornei misti citati, il totale di 473 partite e la percentuale di patte, confrontata con quella di Tartakower e Teichmann sulle loro schede. Per diverse edizioni del mondiale l'archivio ha solo una parte delle partite, e per questo diciamo quante ne abbiamo invece di quante ne giocò. Il nostro archivio contiene anche cinque partite del match con Sonja Graf del 1937, che era un match e non un torneo, e per questo non entrano in questo conto.

Le partite

Nel nostro archivio ci sono 473 partite di Menchik, dal 1923 al 1944, contro 248 avversari diversi. I più frequenti sono George Alan Thomas (22 partite), Capablanca (12), Edward Guthlac Sergeant (12), Sonja Graf (12), Salo Flohr (10), Jacques Mieses (10) e Alekhine (9). Le posizioni qui sotto vengono da queste partite.

Partite, anni, avversari e bilanci sono contati sul nostro archivio. A differenza delle altre schede queste partite non vengono da PGN Mentor, che non ha una raccolta di Menchik: vengono da BritBase, la raccolta di John Saunders (© 1997-2026), costruita con l'aiuto di Brian Denman e Tony Gillam, scaricata dalla copia pubblica dell'Archivio di Internet. Ogni partita porta i tag SourceTitle: BritBase e Source: John Saunders. I movimenti di una partita sono un fatto, non un'opera protetta; la raccolta è un lavoro di quasi trent'anni e si nomina chi l'ha fatto.

Domande frequenti

Da dove vengono le posizioni di Vera Menchik?

Dalle sue partite vere. Ogni posizione è un momento di una partita che Vera Menchik ha giocato: sopra la scacchiera sono indicati i due giocatori, il torneo e l'anno. La mossa migliore la individua Stockfish, analizzando la posizione.

Perché la scacchiera è coperta?

Per non svelare la soluzione a chi scorre la pagina. Restano leggibili le prime due file e il resto è coperto da una velatura: la posizione intera si vede aprendo il puzzle.

Serve un account per risolvere i puzzle di Vera Menchik?

Sì. Il puzzle si gioca nella pagina di allenamento, dove il risultato entra nella classifica di quel puzzle e sposta il punteggio Elo di chi l'ha giocato. Senza iscrizione non c'è un punteggio da aggiornare.

Le posizioni sono tutte vinte da Vera Menchik?

No. Alcune vengono da partite che ha perso, e in quel caso la mossa da trovare è del suo avversario. Il riquadro lo dice accanto alla scacchiera, prima di aprire il puzzle.

Cosa succede dopo aver risolto o sbagliato un puzzle di Vera Menchik?

Compare la classifica di quel puzzle e due strade: uscire, che riporta a questa pagina, oppure continuare a giocare, che propone un'altra posizione tratta dalle partite di Vera Menchik.

Dopo il puzzle si può vedere la partita intera?

Sì. Finito il puzzle compaiono tutte le mosse di quella partita, e sono cliccabili: toccandone una la posizione va sulla scacchiera e <b>Stockfish 18</b> la analizza sul momento, nel tuo browser, mostrando le varianti migliori. Si può andare avanti e indietro per tutta la partita.

Quante posizioni di Vera Menchik ci sono?

In questo momento 6. Il numero cresce da sé: un programma analizza l'archivio delle sue partite e aggiunge le posizioni nuove quando ne trova.

Chi ha scritto le note biografiche?

Le abbiamo scritte noi. I dati della scheda in breve — date, luoghi, titoli — vengono da Wikidata e da Wikipedia, con la licenza indicata sotto la scheda stessa.