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Nasce a Leningrado il 30 gennaio 1937. Impara a giocare a scacchi a cinque anni, su un treno che evacuava la città durante l'assedio. Durante la guerra fu mandato in un orfanotrofio in Siberia.
Nel 1947, a dieci anni, si fa notare battendo in una simultanea a Leningrado il campione sovietico in carica, Mikhail Botvinnik. Il suo primo allenatore fu Vladimir Zak.
La partita più antica che abbiamo di lui è del 1952: ne aveva quindici.
Data, luogo, il treno dell'evacuazione, l'orfanotrofio in Siberia e la simultanea con Botvinnik: voce Boris Spassky, Wikipedia in inglese, che cita France 24 (27 febbraio 2025) e ChessBase; l'allenatore Zak viene dal necrologio di Leonard Barden sul Guardian, 28 febbraio 2025. Date confermate su Wikidata (Q177310). Il 1952 è la data della sua partita più antica nel nostro archivio.gm_dsLnuh_YFPVA: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
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Per il titolo mondiale dovette battere Tigran Petrosian, e gli servirono due tentativi.
Nel 1966, a Mosca, perde: undici e mezzo a dodici e mezzo — tre vittorie, quattro sconfitte e diciassette patte su ventiquattro partite. Petrosian conserva il titolo, ed è la prima volta dal 1934 che un campione in carica vince un match di difesa.
Nel 1969 ritorna e vince: dodici e mezzo a dieci e mezzo. A trentadue anni è campione del mondo.
Nell'arco di tutta la carriera, contro Petrosian, il nostro archivio dice una cosa che sembra inventata: settantaquattro partite, trentasette a trentasette. Perfettamente pari.
I due match e il primato di Petrosian dal 1934: voce Boris Spassky, Wikipedia in inglese. I punteggi sono ricontati sulle partite del nostro archivio, isolando l'evento: World Championship 26th dà 11½–12½ su ventiquattro e World Championship 27th dà 12½–10½, e combaciano entrambi con quelli pubblicati. Il bilancio complessivo sulle settantaquattro partite è contato sul nostro archivio.Giocava di tutto, ma una cosa la giocava quando quasi nessuno al suo livello osava: il Gambetto di Re — 1.e4 e5 2.f4 — che regala un pedone al secondo tratto e apre la posizione del proprio re.
Nel nostro archivio ci sono trentadue sue partite che cominciano così. Il bilancio: venti vittorie, dodici patte e nessuna sconfitta. Fra chi ha perso contro quel pedone ci sono Bobby Fischer, a Mar del Plata nel 1960, e Anatoly Karpov, ad Amburgo nel 1982.
Che usasse il Gambetto di Re ai massimi livelli: necrologio di Leonard Barden, The Guardian, 28 febbraio 2025, citato dalla voce di Wikipedia. Le trentadue partite, il bilancio senza sconfitte e i nomi di Fischer e Karpov sono contati sul nostro archivio, cercando le partite il cui testo comincia con 1.e4 e5 2.f4.In Dalla Russia con amore, il film di James Bond del 1963, c'è all'inizio una partita di scacchi fra i personaggi «Kronsteen» e «McAdams». Quella partita non è inventata: è costruita su una vera, giocata nel 1960 al campionato sovietico fra Spassky e David Bronstein, col Gambetto di Re. La vinse Spassky, cioè Kronsteen.
È nel nostro archivio: Spassky–Bronstein, 1-0, apertura ECO C36.
Che la scena si basi su Spassky–Bronstein 1960: voce Boris Spassky, Wikipedia in inglese, che cita ChessBase. La partita e il codice d'apertura sono dal nostro archivio (evento URS-ch27).Il match con Bobby Fischer, in Islanda, è la partita a scacchi più guardata della storia. Spassky perde: otto e mezzo a dodici e mezzo, tre vittorie contro sette, con undici patte — e una partita persa a tavolino, la seconda, quando non si presentò.
La squadra di Spassky aveva preparato la cosa sbagliata: si aspettavano che Fischer col bianco avrebbe sempre aperto 1.e4, e non fu così.
Ma la cosa per cui questo match si ricorda, qui, è un'altra. Alla sesta partita, dopo averla persa, Spassky applaudì Fischer insieme al pubblico.
Punteggio, la partita persa a tavolino e la preparazione sbagliata: voce Boris Spassky, Wikipedia in inglese. Il punteggio è ricontato sulle ventuno partite del nostro archivio e combacia. L'applauso alla sesta partita: Svetozar Gligorić, Fischer vs. Spassky — The Chess Match of the Century, Simon & Schuster, 1972, p. 55. La scheda di Bobby Fischer racconta lo stesso match dall'altra parte.Non si ritirò. Nel 1974 perde la semifinale dei candidati con Karpov; nel 1977 arriva in finale e perde con Korchnoi; nel 1980 chiude sette a sette con Portisch e passa l'avversario, per il miglior rendimento col nero. L'ultima partecipazione ai candidati è del 1985.
Nel 1976 emigra in Francia e nel 1978 ne prende la cittadinanza. Nel 2012 torna in Russia.
Nel 1992 gioca la rivincita con Fischer in Jugoslavia: perde cinque a dieci con quindici patte, e guadagna un milione e seicentocinquantamila dollari. Nel nostro archivio quelle trenta partite ci sono tutte.
Candidati 1974, 1977, 1980 e 1985, l'emigrazione, la cittadinanza francese, il ritorno in Russia e il compenso del 1992: voce Boris Spassky, Wikipedia in inglese, che segnala come discusse le circostanze del rientro del 2012. Il punteggio della rivincita è ricontato sulle trenta partite del nostro archivio e combacia.Fischer resta l'avversario che lo ha battuto di più, ma non quello che lo ha dominato: nel nostro archivio sono cinquantasei partite, con venticinque a trentuno per Fischer — undici vittorie, diciassette sconfitte e ventotto patte.
Nel 2004, quando Fischer fu fermato in Giappone all'aeroporto di Narita e rischiava l'estradizione negli Stati Uniti, Spassky scrisse una lettera aperta al presidente Bush. Il motivo del fermo era il passaporto, invalidato perché Fischer aveva giocato in Jugoslavia nel 1992 — contro Spassky. Spassky premise: «Non vorrei difendere o giustificare Bobby Fischer», e chiedeva «una cosa sola: pietà, carità». Poi aggiunse la parte che si ricorda: «Bobby e io abbiamo commesso lo stesso reato. Prendete le sanzioni anche contro di me. Arrestate me. E mettetemi nella stessa cella con Bobby Fischer. E dateci una scacchiera.»
Continuò a giocare per quasi vent'anni dopo la rivincita: tornei di veterani, il Grand Prix du Sénat, simultanee. Nel nostro archivio ci sono 191 sue partite dopo il 1992, e le ultime chiudono un cerchio: nel dicembre 2009, a settantadue anni, gioca un match di otto partite contro Viktor Korchnoi, che ne aveva settantotto. Korchnoi è l'avversario che ha incontrato più volte in tutta la vita — sessantasei partite — e quelle del 2009 sono le ultime che abbiamo di lui.
Il bilancio sulle cinquantasei partite, le 191 partite dopo il 1992 e il match con Korchnoi del dicembre 2009 sono contati sul nostro archivio. Che Spassky difese Fischer dopo il fermo di Narita: voce Boris Spassky, Wikipedia in inglese, che però non riporta il testo della lettera. Le parole della lettera aperta a Bush, del 10 agosto 2004, sono riprese dalle agenzie che la pubblicarono: UPI, «Spassky wants U.S. jail with Fischer», 12 agosto 2004, e The Japan Times, «Spassky asks Bush to go easy on Fischer», 12 agosto 2004. Il motivo del fermo — il passaporto invalidato per il match del 1992 — è nella voce di Wikipedia su Fischer.gm_we9bPJa-eUtQ: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
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Di lui, Bobby Fischer scrisse: «Spassky siede alla scacchiera con la stessa espressione spenta sia che stia dando scacco matto sia che lo stia ricevendo. Può buttare via un pezzo e non sei mai sicuro se è una svista o un sacrificio fantasticamente profondo.»
In un'intervista a un giornalista occidentale, Spassky parlò di sé con un candore che non è comune fra i campioni: «Preferisco avere buoni rapporti col mio avversario. I miei scacchi soffrono se devo giocare contro un uomo che considero poco amichevole. Quando sono in forma il mio stile è un po' ostinato, quasi brutale. A volte sento un grande spirito di lotta che mi spinge avanti. Ma in fondo mi manca la fede in me stesso. Mi è capitato spesso di aver colto l'idea di base di una posizione, il piano giusto, ma la mia grande debolezza è che non riesco a seguire lo schema logico dall'inizio alla fine.»
Alla sua morte, il presidente della FIDE Arkady Dvorkovich disse: «Non era soltanto uno dei più grandi giocatori dell'era sovietica e del mondo, ma anche un vero gentiluomo. Il suo contributo agli scacchi non sarà mai dimenticato.»
La frase di Fischer: Larry Evans e Ken Smith, Chess World Championship 1972: Fischer vs. Spassky, Simon & Schuster, 1973, p. 19. L'autoritratto: intervista riportata nella voce Boris Spassky, Wikipedia in inglese, che non nomina il giornalista, la testata né l'anno, e non porta una nota — lo riferiamo come lo troviamo, e per questo non diciamo quando lo disse. Dvorkovich: ChessBase, 28 febbraio 2025. Di suo Spassky non ha una voce su Wikiquote.Muore a Mosca il 27 febbraio 2025, a ottantotto anni. Era stato campione del mondo dal 1969 al 1972, ed era l'ultimo sopravvissuto dei protagonisti di Reykjavík.
Data, luogo ed età: voce Boris Spassky, Wikipedia in inglese, e Wikidata (Q177310).Prima dei match per il titolo venne il campionato del mondo juniores. Ad Anversa, nel 1955, a diciotto anni, Spassky vinse il girone finale con otto punti su nove, un punto intero davanti all'americano Edmar Mednis.
La competizione che giocò più di ogni altra è il campionato sovietico, che negli anni Cinquanta e Sessanta era più duro di quasi ogni appuntamento internazionale. Da noi ci sono 213 sue partite di quelle edizioni, dal 1955 al 1973: 79 vinte, 28 perse e 106 pattate. Lo vinse due volte, nel 1961 e nel 1973. Nel 1956 e nel 1963 arrivò primo a pari merito e perse lo spareggio: due titoli mancati per un soffio.
Nel 1964, all'interzonale di Amsterdam, chiuse primo a pari merito con Tal, Smyslov e Larsen a 17 su 23, e da lì cominciò la corsa che lo portò al mondiale. Due anni dopo, a Santa Monica, si prese la Coppa Piatigorsky con 11½ su 18, mezzo punto davanti a Fischer.
Il suo rendimento più regolare, però, sta nelle olimpiadi. Giocò per l'Unione Sovietica dal 1962 al 1978 e la squadra prese l'oro sei volte di fila, più l'argento a Buenos Aires nel 1978. Suo fu anche l'oro individuale di scacchiera a Varna 1962 (terza scacchiera, 11 su 14) e a Siegen 1970 (prima scacchiera, 9½ su 12). Dal 1984 tornò alle olimpiadi come primo scacchiere della Francia, a Salonicco, Dubai e di nuovo Salonicco.
Un ultimo dato si vede solo contando: dei 130 eventi da almeno nove partite che il nostro archivio gli attribuisce, 46 li ha chiusi senza perderne nemmeno una.
Il mondiale juniores del 1955 con il punteggio e il nome di Mednis, le due vittorie nel campionato sovietico, i due spareggi persi nel 1956 e nel 1963, l'interzonale di Amsterdam, la Coppa Piatigorsky e tutti i piazzamenti e le medaglie olimpiche: voce Boris Spassky, Wikipedia in inglese. I punteggi dei singoli appuntamenti combaciano partita per partita con il nostro archivio: 8/9 ad Anversa, 17/23 ad Amsterdam, 11½/18 a Santa Monica, 11/14 a Varna, 9½/12 a Siegen. Le 213 partite del campionato sovietico col loro bilancio, e il conto di 46 su 130, sono contati sul nostro archivio; il criterio dei 46 è questo: eventi di almeno nove partite, esclusi i match, le simultanee, il lampo e il rapid. Per le olimpiadi del 1986 il nostro archivio è incompleto, e per questo non diamo un totale olimpico.Nel nostro archivio ci sono 2239 partite di Spassky, dal 1952 al 2009: cinquantasette anni, contro più di seicentocinquanta avversari diversi. I più frequenti sono Viktor Korchnoi (66 partite), Petrosian (74), Fischer (56), Tal (38) e Karpov (38). Le posizioni qui sotto vengono da queste partite.
Partite da PGN Mentor. Partite, anni e bilanci sono contati sul nostro archivio. Gli avversari sono «più di seicentocinquanta» e non un numero esatto: nei file dei tornei sette giocatori compaiono con due grafie diverse, quindi le grafie distinte sono 672 ma le persone fra 665 e 672. I movimenti di una partita sono un fatto, non un'opera protetta.Dalle sue partite vere. Ogni posizione è un momento di una partita che Boris V Spassky ha giocato: sopra la scacchiera sono indicati i due giocatori, il torneo e l'anno. La mossa migliore la individua Stockfish, analizzando la posizione.
Per non svelare la soluzione a chi scorre la pagina. Restano leggibili le prime due file e il resto è coperto da una velatura: la posizione intera si vede aprendo il puzzle.
Sì. Il puzzle si gioca nella pagina di allenamento, dove il risultato entra nella classifica di quel puzzle e sposta il punteggio Elo di chi l'ha giocato. Senza iscrizione non c'è un punteggio da aggiornare.
No. Alcune vengono da partite che ha perso, e in quel caso la mossa da trovare è del suo avversario. Il riquadro lo dice accanto alla scacchiera, prima di aprire il puzzle.
Compare la classifica di quel puzzle e due strade: uscire, che riporta a questa pagina, oppure continuare a giocare, che propone un'altra posizione tratta dalle partite di Boris V Spassky.
Sì. Finito il puzzle compaiono tutte le mosse di quella partita, e sono cliccabili: toccandone una la posizione va sulla scacchiera e <b>Stockfish 18</b> la analizza sul momento, nel tuo browser, mostrando le varianti migliori. Si può andare avanti e indietro per tutta la partita.
In questo momento 7. Il numero cresce da sé: un programma analizza l'archivio delle sue partite e aggiunge le posizioni nuove quando ne trova.
Le abbiamo scritte noi. I dati della scheda in breve — date, luoghi, titoli — vengono da Wikidata e da Wikipedia, con la licenza indicata sotto la scheda stessa.