
Nasce il 24 dicembre 1868 a Lehnitzsch, vicino ad Altenburg, nel ducato di Sassonia-Altenburg. Studia filologia, fra le università di Jena e di Berlino.
È a Berlino che si fa notare per la prima volta: nel 1890/91 vince un torneo della Berliner Schachgesellschaft, la società scacchistica della città.
Nascita: voce Richard Teichmann, Wikipedia in inglese. Gli studi e il torneo di Berlino: voce Richard Teichmann, Wikipedia in tedesco, che data la nascita al 23 dicembre invece che al 24.Perde l’occhio destro da giovane. Non sopporta l’occhio di vetro, e così gioca sempre con una benda. I disturbi agli occhi lo accompagnano per tutta la carriera: nel 1899, al torneo di Londra, è costretto a ritirarsi dopo quattro turni. È una cosa che pesa su un mestiere in cui si passano sei ore al giorno a guardare sessantaquattro caselle.
La benda e l’occhio di vetro: voce Richard Teichmann, Wikipedia in tedesco. I disturbi cronici e il ritiro da Londra 1899: voce Richard Teichmann, Wikipedia in inglese.Dal 1892 al 1908 vive a Londra. Il primo anno divide il secondo posto nel torneo del Simpson’s Divan. Nel 1894, a Lipsia, è terzo dietro Siegbert Tarrasch e Paul Lipke.
Poi arrivano le vittorie inglesi: nel 1900 vince il torneo di Londra davanti a Blackburne, Gunsberg e Mason, nel 1901 quello dei cinque maestri al Simpson’s Divan. Nel 1904 è secondo nel torneo della City of London, dietro William Napier.
Gli anni inglesi e i risultati dal 1892 al 1904: voce Richard Teichmann, Wikipedia in tedesco.Il soprannome glielo dànno i colleghi, e non è gentile: Richard the Fifth, Riccardo Quinto, perché nei tornei arrivava quinto con una regolarità che era diventata una barzelletta. Pareggiava molto, e quei quinti posti venivano anche da lì. È il ritratto di un giocatore molto forte e mai abbastanza: nella sala dei maestri ci stava di diritto, sul gradino più alto quasi mai.
Il soprannome: voce Richard Teichmann, Wikipedia in inglese; le molte patte come causa: voce Richard Teichmann, Wikipedia in tedesco.Poi, una volta, arrivò primo. A Carlsbad nel 1911 vince il torneo davanti a tutti, battendo Akiba Rubinstein e Carl Schlechter — due fra i più forti del mondo — con la stessa linea di Spagnola. A quarantadue anni, dopo vent’anni di quinti posti.
L’anno dopo, a Breslavia, è terzo dietro Oldřich Duras e Rubinstein. È il momento più alto della sua carriera: le ricostruzioni storiche del punteggio Elo gli danno 2744 nel gennaio del 1912, e lo mettono per un periodo al quinto posto della classifica mondiale. Quinto, appunto.
Carlsbad e le due partite con la stessa variante: voce Richard Teichmann, Wikipedia in inglese. Breslavia 1912, l’Elo storico e la posizione in classifica: voce Richard Teichmann, Wikipedia in tedesco.I suoi conti personali dicono dove si fermava il suo limite. Contro Emanuel Lasker: quattro partite, quattro sconfitte. Contro José Raúl Capablanca: due sconfitte e una patta. Contro Alexander Alekhine invece regge — tre vittorie, quattro sconfitte, quattro patte — e nel 1921, a Berlino, gli pareggia un match.
Con Carl Schlechter il bilancio è di 4 vittorie e 2 sconfitte su ventisette partite: venti sono patte, il che dice qualcosa su entrambi. In match batte Frank Marshall, Jacques Mieses e Rudolf Spielmann.
E Capablanca, che non perse mai con lui, lo considerava «uno dei più forti giocatori del mondo».
Bilanci contro Lasker, Capablanca, Alekhine e Schlechter, e il giudizio di Capablanca: voce Richard Teichmann, Wikipedia in inglese. I match vinti: voce Richard Teichmann, Wikipedia in tedesco.gm_n8XdZ8fqiH2g: scacchiera giocabile, con la partita completa sotto.
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Oggi Teichmann è conosciuto soprattutto per cinque parole: «gli scacchi sono per il 99% tattica». È una delle frasi più citate del gioco, e la storia di come ci è arrivata merita più della frase stessa.
Non compare in nessuna delle sue pubblicazioni. A riportarla è il maestro svizzero Erwin Voellmy, che gliela sentì dire a voce, in una conversazione privata — e che pubblicandola annotò che Teichmann esagerava un po'
. Reuben Fine la citava già nel 1945.
Quindi: una frase vera, detta davvero, da un uomo che però non la scrisse mai e che secondo chi gliela sentì dire stava esagerando. Sulla nostra pagina iniziale è riportata così, con la sua provenienza — ed è il motivo per cui il suo volto è lì.
Attribuzione, assenza dalle sue opere e testimonianza di Voellmy: voce Richard Teichmann, Wikipedia in inglese; cfr. anche Edward Winter, Chess Notes.Oltre che giocatore è compositore: di lui restano alcuni problemi e studi.
Muore a Berlino il 15 giugno 1925, a cinquantasei anni, dopo una lunga malattia ai reni.
Problemi e studi, la malattia: voce Richard Teichmann, Wikipedia in tedesco, che data la morte al 12 giugno. La data del 15 è della voce Richard Teichmann, Wikipedia in inglese.Il soprannome dice il piazzamento; i numeri dicono il perché. Nel nostro archivio ci sono 536 sue partite, e 218 finiscono in parità: il 40,7 per cento, una delle percentuali più alte di queste pagine. Chi pareggia due partite su cinque arriva spesso quinto.
Il caso limite è San Sebastián 1912: diciannove partite, nessuna vinta, tre perse e sedici pattate. Un torneo intero chiuso senza una vittoria, e quasi senza sconfitte.
Nell'estate del 1907, a Ostenda, giocò il suo impegno più lungo: ventotto incontri, con quattordici vittorie, sei sconfitte e otto parità. Poi Monte Carlo due volte — 1902, 15 su 23, e 1903, 16½ su 26 — e Ostenda 1905, 14 su 26. I due tornei del 1908, a Vienna e a Praga, li chiuse col bilancio identico: sei vittorie, una sconfitta e dodici patte su diciannove, in entrambi.
Dei 26 appuntamenti da almeno nove partite che gli attribuiamo, uno solo è finito senza una sconfitta: il torneo del giubileo di Berlino, nel 1907. L'anno in cui il soprannome smise di valere, Carlsbad 1911, da noi risulta diciotto punti su venticinque, con due sole sconfitte in venticinque partite: la differenza con gli altri suoi tornei non sta nelle patte, che restano dieci, ma nelle sconfitte che non ci sono.
Tutti i numeri di questa sezione sono contati sul nostro archivio: le 536 partite e la percentuale di patte, San Sebastián 1912, Ostenda 1907, Monte Carlo 1902 e 1903, Ostenda 1905, Vienna e Praga 1908, Carlsbad 1911 e il conto di un solo appuntamento senza sconfitte su 26, col criterio: appuntamenti di almeno nove partite, esclusi i match, le simultanee, il lampo e il rapid. Il confronto fra percentuali di patte è fatto fra le schede pubblicate qui. Il soprannome e la vittoria di Carlsbad 1911 sono raccontati più sopra, con le loro fonti.In archivio ci sono 536 sue partite, dal 1893 al 1924. Le posizioni compaiono nelle sezioni degli anni a cui appartengono, man mano che il motore le analizza.
Dalle sue partite vere. Ogni posizione è un momento di una partita che Richard Teichmann ha giocato: sopra la scacchiera sono indicati i due giocatori, il torneo e l'anno. La mossa migliore la individua Stockfish, analizzando la posizione.
Per non svelare la soluzione a chi scorre la pagina. Restano leggibili le prime due file e il resto è coperto da una velatura: la posizione intera si vede aprendo il puzzle.
Sì. Il puzzle si gioca nella pagina di allenamento, dove il risultato entra nella classifica di quel puzzle e sposta il punteggio Elo di chi l'ha giocato. Senza iscrizione non c'è un punteggio da aggiornare.
No. Alcune vengono da partite che ha perso, e in quel caso la mossa da trovare è del suo avversario. Il riquadro lo dice accanto alla scacchiera, prima di aprire il puzzle.
Compare la classifica di quel puzzle e due strade: uscire, che riporta a questa pagina, oppure continuare a giocare, che propone un'altra posizione tratta dalle partite di Richard Teichmann.
Sì. Finito il puzzle compaiono tutte le mosse di quella partita, e sono cliccabili: toccandone una la posizione va sulla scacchiera e <b>Stockfish 18</b> la analizza sul momento, nel tuo browser, mostrando le varianti migliori. Si può andare avanti e indietro per tutta la partita.
In questo momento 7. Il numero cresce da sé: un programma analizza l'archivio delle sue partite e aggiunge le posizioni nuove quando ne trova.
Le abbiamo scritte noi. I dati della scheda in breve — date, luoghi, titoli — vengono da Wikidata e da Wikipedia, con la licenza indicata sotto la scheda stessa.